Come affittare la tua seconda casa a prova di legge

Come affittare la tua seconda casa a prova di legge

Gli investimenti nel mattone sono all’ordine del giorno e sempre più imprenditori lo fanno.

C’è chi costruisce da zero per rivendere, chi acquista per poi ristrutturare e rivendere e chi acquista per poi crearsi una rendita mensile mettendo in affitto le seconde case.

Ma come si affitta un appartamento? In questo articolo ci rivolgiamo soprattutto ai proprietari di seconde case che hanno intenzione di crearsi un’entrata finanziaria sfruttando le loro proprietà.

Che si tratti di un immobile che fa parte di un’eredità familiare o che sia stato comprato con lo scopo di locarlo, prima di affittare casa  è fondamentale conoscere bene la normativa e la legge che regolano il mondo dell’affitto per non incorrere in pesanti sanzioni.

Come affittare un appartamento

Una volta che l’immobile è reso agibile e dotato di tutti i comfort che possono renderlo affittabile a un buon importo, è arrivato il momento di domandarsi “come affittare casa”? Prima di tutto bisogna considerare alcuni aspetti:

  • Il prezzo di affitto non corrisponde a un tuo reale guadagno: bisogna infatti considerare le tasse sulla locazione: mettere in affitto non significa guadagnare il 100% del canone.
  • Come affittare un appartamento da soli: se non ci si vuole rivolgere a professionisti, bisogna considerare anche tutti gli adempimenti burocratici che sono previsti dalla legge;
  • Scegliere il tipo di contratto di locazione che meglio si adatta alle proprie necessità, nonché alla posizione in cui si trova l’immobile e al mercato di riferimento.

Inoltre, prima di mettere in affitto una casa, bisogna assicurarsi che:

  • Gli impianti (idraulico ed elettrico) siano a norma: l’APE (attestato di prestazione energetica) è obbligatorio.
  • L’appartamento deve essere libero di ipoteche e pignoramenti.

Contratto per affittare casa

Come affittare casa? Il contratto d’affitto può rientrare in una delle seguenti casistiche:

  • contratto d’affitto 4 + 4 a canone libero;
  • contratto d’affitto 3 + 2 a canone concordato, senza o con cedolare secca;
  • contratto d’affitto transitorio stipulato con studenti o lavoratori in trasferta;
  • contratto di locazione a uso foresteria.

È opportuno ricordare che ogni contratto per affittare casa deve essere successivamente registrato dal proprietario dell’immobile in affitto presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipula del contratto stesso.

Quanto costa affittare un appartamento?

Al di là degli adempimenti burocratici è opportuno tenere presente che affittare un appartamento comporta anche dei costi che la proprietà deve sostenere e che vengono sottratti dal canone che viene corrisposto dagli affittuari. Tra le spese da corrispondere ci sono:

  • Imposta di bollo: l’importo si aggira intorno ai 16€ ogni 100 righe di contratto (cioè 4 pagine)
  • Imposta di registro: pari al 2% del canone annuo del contratto di affitto. Questa imposta viene suddivisa equamente tra l’affittuario e l’inquilino.

Inoltre è opportuno conoscere cosa significhi cedolare secca: con questo termine si intende – come indicato sul sito della Agenzia delle Entrate “un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile). In più, per i contratti sotto cedolare secca non andranno pagate l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. La cedolare secca non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.

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