Planimetria catastale: quando serve?

Planimetria catastale: quando serve?

Planimetria catastale: cos’è

La planimetria di un immobile è la rappresentazione grafica degli spazi interni ed esterni di una proprietà immobiliare (sia essa un’abitazione o qualsiasi altra tipologia di immobile).

Nelle planimetrie viene spesso indicata la destinazione d’uso dei locali dell’immobile preso in considerazione, generalmente indicando la cucina (con la lettere K o A/K nel caso di angolo cottura), i bagni (con la lettera B) e i ripostigli (con la lettera R) o altri locali di servizio, mentre è meno frequente che vengano identificati soggiorni e camere da letto.

Nella planimetria vengono rappresentate tutte le superfici che compongono un immobile, sia coperte che scoperte (quindi, oltre alle stanze, anche eventuali balconi, terrazzi, cortili, ecc…).

Planimetria catastale: a cosa serve

Quando si vuole vendere casa, uno dei documenti necessari per vendere un immobile è la planimetria catastale. Si tratta di un documento molto importante, che deve essere necessariamente allegato al rogito per rendere valido l’atto di trasferimento della proprietà di un bene immobile.

Anche nelle fasi precedenti la vendita la planimetria catastale è molto importante, poiché per chi vuole comprare casa conoscere la precisa disposizione, le dimensioni e la configurazione di un immobile può essere un fattore determinante nella scelta.

Planimetria catastale: chi se ne occupa

La planimetria catastale viene predisposta necessariamente da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) e, una volta che viene completata la costruzione o la ristrutturazione di un immobile, la sua planimetria viene depositata al catasto, a cura e spese del proprietario dell’abitazione.

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